Capo Mannu
Tornati da poco da un'altra meravigliosa vacanza in Sardegna, riesco solamente a postare questa foto: Ribollitamobile in esplorazione a Capo Mannu, dove il Maestrale fa muovere il mare nel modo giusto...
Spot troppo impegnativo per noi, vedi qui

Sardegna
grazie a Sandro e Gaia, che ci hanno ospitato, abbiamo potuto goderci un meritato riposo nel sud ovest della Sardegna, facendo base a Sant'Antioco: ecco qualche scatto, naturalmente i surf spot devono essere indovinati, altrimenti che gusto c'è? :-P
p.s. in uno di questi, io e Bobo siamo stati malmenati dalle onde con maestrale attivo, veramente hard core! 




ed infine...
Night & day in Torino

Il caos è stato volutamente creato come nei migliori film...
Dopo il giorno di corso in banca ho apprezzato l'ingresso dell'ora legale avvenuto un paio di settimane fa; questo mi ha permesso di fare giusto due passi ancora "di giorno" e passando dai Giardini Reali ho trovato questo scorcio in cui spicca la conosciuta Mole Antonelliana che ad oggi ospita il museo del cinema.

Giunta la sera e complice la disponibilità delle mie colleghe e colleghi, dopo aver cenato, mi sono ritrovato in un locale di tipica impronta Buddha Bar di Parigi:

mi ha stupito non tanto l'arredamento quanto il fatto che qusto bar sia solo uno dei "troppi" locali che si possono trovare a Torino dove ancora è possibile entrare senza che il tipo ti guardi le scarpe, la camicia con il colletto a 6 bottoni. Ho avuto l'impressione che in questa città le persone "escono" nel vero senso della parola: vestiti come capita, in bus più che in bici, per un caffè preferito al gelato o viceversa; non quindi per parcheggiare macchine lucide in tripla fila o per sfoggiare l'ultimo tacco 12. Si trovano più persone alle mostre fotografiche nelle piazze illumiate a giorno anche di notte, più che code all'ingresso delle disco. Non fraintendetemi, la mia non è assolutamente una presa di posizione critica nei confronti di chi frequenta il jet-set...soltanto un pò di invidia nel vedere Firenze così immobile nel proporre altro che non sia: "ci si becca al Porfirio, poi si va allo Yab..." Meno male che ho lo snowboard ... :-)
Qualche giorno a Budapest
Il succedere di una bella cosa deve essere sempre in parte macchiato da qualche altro avvenimento...quindi dopo settimane di carenza di snowboard (mea culpa), la partenza per un viaggio molto low cost prenotato da un mese, è stata accompagnata dall'arrivo della neve...e che ci volete fare. Parto con Carlotta di giovedi direzione Budapest, una città che sulla carta mi affascinava da tempo e che effettivamente non ha tradito le aspettative. Il volo è da Firenze e dopo qualche sbattimento all'imbarco (vengo controllato insieme alla mia borsa causa faccia e possesso macchina fotografica con teleobiettivo, poi mi accorgo, dopo il volo, di avere nella tasca interna dello zaino un cacciavite....mah) riusciamo a prendere il volo.
La velocità di crociera è di 933 km/h e la temperatura esterna a 11.3300 mt s.l.m. è di -60°C...sticazzi se penso che a volte sentiamo freddo al Cimone con -10°. Il volo dura 1h e 30 e scorre in un baleno. Sorvolando l'Ungheria vengo colpito dalla pianura che contraddistingue il territorio, ricoperto dalle più varie tonalità di verde. Atterriamo e con il taxi (19 euro 40 minuti di tragitto - tanto per fare un paragone la navetta Sita stazione Smn - aeroporto costa 4.50 euro) raggiungiamo l'albergo in centro, di nuova costruzione e caratterizzato dallo sviluppo in verticale dell'edificio. Bello lo stile semplice con cui è arredato, l'utilizzo di parquet neutro e grezzo che ancora emana l'odore del legno al naturale. Questa la hall.
Subito mi accorgo che Budapest vale quello che avevo letto. Vengo colpito dalla fusione di fascino orientale e romanticismo liberty che pervadono una città dove convivono armoniosamente le tradizioni di uno stato millenario con le influenze culturali giunte da ogni angolo d'Europa. Il tocco orientale oltre che sulle facciate di alcuni edifici lo si ritrova soprattutto nella cucina, dove la fa da padrona la paprika, spezia portata dai Turchi in Ungheria, forse originaria delle Indie orientali e che secondo me dà il suo meglio nella versione piccante "csmege".
Cosa ci colpisce è l'efficienza ed il basso costo dei mezzi di trasporto (esistono tre linee di metro, bus, filobus e tram su rotaia) in quanto con una carta da circa 20 euro possiamo utilizzare liberamente i mezzi ed usufruire di sconti all'accesso di ristoranti, negozi e musei...molti, anche quello "delle arti" dove, a ns. insaputa e per ns. gioia, è in corso la mostra di uno che della pittura ne sapeva qualcosa: Van Gogh. 
Lardo piccante
In salamoia agrodolce
Peccato che a Budapest, la città più pulita che abbia mai visitato (non c'è una carta per terra, un bagno sporco, un marciapiede invaso dai regali di amici a 4 zampe) sia ancora permesso fumare nei locali e ristoranti. Venerdì sera siamo stati ospiti di un ristorante tipico locale che cucina carpa del lago Balaton e gulasch ed oltre il nostro tavolo era in corso una cena di "picciotti" come sul set de "il Padrino" : ovvia la presenza di sigarette a rotazione che hanno riportato i nostri vestiti ai tempi della domenica pomeriggio in discoteca ma che al contempo servivano a rendere ancora più inquietante le facce dei soggetti seduti al tavolo.
La notte la città affascina quanto di giorno ed il tempo sembra non bastare mai neanche dopo il tramonto. I palazzi si esprimono nella loro imponenza, ma mai si affacciano pesanti ed opprimenti sulla strada.
Proviamo poi a raggiungere il tropicarium, ma chiude troppo presto; torniamo allora indietro con la metro fino ad arrivare al luna park più antico d'Europa: all'ingresso, però le luci delle attrazioni si spengono davanti ai nostri occhi accompagnati dal suono della tromba che intona la buonanotte dei militari. Tristi, capiamo che 4 miseri giorni sono insufficienti per una città piena di cose come questa.
Ceniamo in un ristorante titpico aspettando invano un balletto zingaro che non c'è, ammaliati però dal suono flebile di un violino che, l'orecchio fino di mia mamma a telefono definisce zigano. I dolci ungheresi consigliati dal cameriere fanno cacare, al contrario di quelli mangiati il giorno prima nella pasticceria Gerbeaud dove abbiamo preso un caffè un pò più italiano e ci siamo catturati con autoscatto.
Il tempo passa camminando. E la sera...il crollo. Le 8 ore di sonno non sono mai state così apprezzate. Fungono da ricarica per il giorno dopo associate alla colazione dove si apprezza in particolare una torta salata-frittata che spicca per la delicatezza come del resto tutta la cucina ungherese che mi ha stupito davvero per leggerezza e importanza dei sapori.
Gli ungheresi sono educati, gentili, silenziosi. In metropolitana, seppur affollata, non ci sono rumori oltre a quelli delle rotaie. Non sempre parlano inglese, non sempre riescono ad orientarsi nella loro città e sono risolutivi in caso di necessità di informazioni...ma ce ci volete fare, magari ho solo sbagliato persona :-)


Un grazie particolare va a:
-colei con la quale ho visto, ascoltato e sentito luoghi, suoni e profumi;
-colui che mi ha procurato il viaggio;
-ai miei amici che in snow staranno diventando dei pro.
..in mein leder hosen
e con l'aiuto della mitica deb .. ecco la top 20 del weekend scorso:
1) arrivati in prossimità di Trento, ci si ferma all'autogrill: ad un tratto Bobo nota una piccola palla bianca nel cielo ed esclama: "Deb, guarda che strano, guarda com'è piccola la luna da queste parti" e la Deb prontamente.. "ma guarda .. ce n'è un'altra anche di qua!"
(erano le palline bianche che si mettono sui cavi dell'alta tensione.. ma forse la stanchezza ha giocato un brutto scherzo ai nostri amici)
2) tormentone preso da top secret, io e Alle abbiamo voluto ripetere alla barista: "C'è un bel salsicciotto nei miei pantaloncini di pelle" in tedesco chiaramente suona tipo "Ich habe eine schön bratwurst in mein leder hosen": al che lei ha risposto: "questo non essere bratwurst, questo essere wurstel"
3) le barzellette di Save.. anche quando non fanno ridere come quella della motosega ;)
4) la scivolata pirotecnica, per fortuna senza danni, che ho potuto sperimentare sullo "speed trap"
5) Mister Cil che fa esplodere una confezione di maionese e poi deve pulire tutto il bar
6) noi che ci buttiamo in pista di pancia e nuotiamo a stile libero
7) sette.. il sette è senza parole, ci vuole l'immagine e si commenta da sola
8) l'odore della lasagna che impera in macchina e in cucina appena ti svegli e vuoi solo
un caffèllatte
9) l'appendiabiti fatto con la zampetta di qualche animale alpino (poverino)
10) la birretta apres-ski (che buona la Forst da quelle parti!)
11) il contest di ollie del pirulino di neve, che Mist non riesce a saltare malgrado fosse sì e no 20 centimetri: questo gli costa il caffè pagato per tutti
12) il laghetto di fie.. purtroppo non siamo riusciti ad arrivarci ;-)
13) la pista a brache calate.. ma chi ci aveva mai pensato? E se le cala anche la Tippa!
14) wheeeeenyouwaaant Joy!
15) la Danza del ventre della Deb sul tavolo, peraltro poco supportata dalla colonna sonora
16) Alle che "mi fa male la caviglia" e poi con la mia tavola salta come uno stambecco
17) Mist, che funziona così tanto come motivatore che, quasi per sfinimento, mi convince a saltare sul 5 metri (forse 6) e io poi non appena atterro esulto come tardelli ai mondiali dell'82
18) Cil che si spara 360 sul pro jump
19) la Deb che torna al freestyle
20) l'atmosfera, grazie amici!
Ich habe eine schön bratwurst...
andiamo per ordine... la zingarata parte venerdì con il ritrovo a "Casa Mistico" (teatro di una sit com che prossimamente proporremo sul blog..) dove carichiamo la Deb e Alessino, che si presenta con una confezione modello "aiuti umanitari" di pasta Corticella:
forse ha intenzione di restare un mese in Alto Adige?
gli altri, vale a dire Mistico, Alle e Save devono fare una deviazione a Fanano e, forse anche appesantiti dal vassoio di lasagne preparato da mamma Mist si presentano al ritrovo dell'area di servizio Secchia con ben un'ora e mezzo di ritardo: noi nel frattempo avevamo già fatto amicizia con tutti i dipendenti dell'autogrill
si riparte, e si prosegue in direzione Bozen, l'arrivo a casa Malfertheiner è posticipato ma la padrona di casa non sembra volerci abbandonare dopo la consegna delle chiavi: dopo una salva di arrivederci, buona notte, possiamo finalmente sistemarci e attaccare la lasagna: la serata prosegue poi al pub "Make Up", dove l'unica stanza affollata è quella per fumatori, però la birra è buona e la musica ci piace
sveglia presto, per fortuna l'appartamento (in posizione veramente panoramica) è dotato di due bagni e possiamo sveltire le "grandi manovre" mattutine: questo ci permette di scattare una bella foto a tutto il gruppo, ben sponsorizzato

salendo sull'Alpe la prima cosa che ci colpisce è che "c'è neve!" la seconda è che le piste non hanno molta pendenza, però la neve è veloce e si gira bene: un po' di snow-turismo, poi ci si cimenta sullo "speed trap": si tratta di una lunga discesa dove viene misurata la velocità, Mist fa registrare quasi 80 all'ora, Alle passa forte ma non viene beccato dal velox e io decido di fare uno "slash" alla velocità massima, quando mi rialzo passo comunque sopra i 20 all'ora

approccio con lo snowpark: in questo caso il nome king è quanto di più azzeccato, perchè in pratica una seggiovia quadriposto passa in mezzo a due zone ben distinte piene zeppe di strutture: nella zona "pro" due jump sicuramente di 12/15 m la fanno da padrone.. ma per il momento è bene solo stare a guardare i tanti rider che ci girano sopra

durante la serata di sabato apprendiamo che il Mister Cilindro e la Tippa ci raggiungeranno e infatti la mattina li becchiamo subito al parcheggio della cabinovia: la domenica scorre anche più piacevole, e la contagiosa allegria ci porta a girare sempre più sciolti sulle strutture, e i video che abbiamo fatto lo dimostreranno, fino al delirio di "nuotare" sulle piste a stile libero o a eccessi di esibizionismo...

dato che non sono riuscito a condensare tutto su questo post, ne seguirà un altro
ps. questo post non adotta volutamente le locuzioni
- ci pompiamo a vicenda
- spacca di brutto
- quel rider è proprio stiloso
- yooooooo
:P
Saggezza altoatesina
ebbene sì.. la zingarata sta prendendo forma: oddio, la formula originale sarebbe tutto "last minute" ma visti i personaggi che vi prenderanno parte organizzarsi per tempo era d'obbligo: per adesso sono stati scambiati un totale di 123 messaggi e-mail.. e non è finita
mentre noi ci troviamo qui, di fronte ai nostri schermi LCD la signora che ci ospiterà si trova nell'orto, starà lavorando il suo piccolo angolo di paradiso mentre il sole sta tramontando sul massiccio dello Sciliar...
stamattina mi ha anche regalato una perla di saggezza altoatesina, in uno stentatissimo italiano (sono sempre più convinto che domani servirà il passaporto..): alla domanda se ci fosse stato posto per sei mi ha risposto:
"da nostre parti diciamo dove c'è spazio per testa c'è spazio per tutto"
a domani, Signora Frankenstin

Barcellona
i 7 giorni a Barcellona mi hanno spiazzato, non mi sento di dare un giudizio definitivo perche' probabilmente c'è bisogno di piu' tempo per capire questa citta', come tutte le grandi citta'del resto...
premessa: il periodo a Somo era stato un po' avaro in quanto a vita notturna, sicche' io Bobo e il Mara abbiamo scelto di vivere piu' la notte a BCN, piuttosto che dedicarci alla cultura...
appena arrivati, dopo aver constatato che il nostro appartamento in realta' non era come sembrava sulla pagina web in cui l'avevamo prenotato, ci siamo fiondati nella notte delle ramblas: io che mi aspettavo un viale popolato di locali mi sono dovuto ricredere, perche' in realta' si tratta di una grande passeggiata, in cui per la verita' bisogna stare molto attenti al portafoglio, perche' agosto e' il periodo più caldo per il turismo e di conseguenza anche i borseggi sono all'ordine del giorno, così come le risse, a giudicare dalla quantita' di Polizia presente nella zona..
Plaza Real e' un po' il luogo di ritrovo, e nei dintorni e' pieno di locali e bar, alcuni con uno spazio discoteca al piano inferiore, qui vista di giorno
il giorno seguente siamo andati alla spiaggia di Santa Maria de l'Icaria, piena di gente e di belle ragazze ma puzzolente anche di autospurgo, una cosa molto d'impatto visto che venivamo da nove giorni sull'oceano ;)
la spiaggia si trova accanto al porto olimpico, piena di locali notturni e molto frequentata dai turisti, chiaramente anche noi ci siamo stati: il locale piu' carino e' lo Shoko, che si trova accanto alla discoteca Catwalk (dove andremo la sera prima di partire)
All'ingresso ci fanno "da dove venite?" e noi "Italia".. il buttafuori ci fa entrare da "campioni del mondo" :)
mattinata da urlo a ferragosto, quando dopo che eravamo tornati alle 6 si presenta l'idraulico e inizia a martellare nel bagno che avevamo trovato inagibile.. credo di essere comunque riuscito a dormire, anche se la mia stanza era subito accanto
la sera stessa iniziava la festa del quartiere di Gracia, festa che dura una settimana circa in cui si addobbano le strade e ci sono concerti e "fiesta" nelle varie piazze: ci facciamo coinvolgere e andiamo un paio di volte a cena sotto un tendone stile Festa dell'Unità per intendersi: si mangiano tapas, varie specialita' spagnole e la paella, molto buona ma un po' cruda la seconda sera...
al giovedì ci consigliano di andare a ballare al Paloma, una discoteca abbastanza famosa qui, ricavata da un vecchio teatro: l'ambiente e' a dir poco suggestivo, purtroppo il volume della musica e' appena percettibile e dopo un po' decidiamo di spostarci in un altro locale;
vicino a plaza Catalunya c'è il City Hall, chiediamo che tipo di musica propongono: "house elettronica"
sono le 3, prezzo 12 euro con bebida, decidiamo di entrare: qui l'impianto sì che spinge, la musica e' molto "minimale" diciamo, pero' e' coinvolgente e alla fine la gente vorrebbe posticipare la chiusura:
il dj Troy Pierce e' salutato con un clima da stadio!
ultimo giorno visitando un po' la citta' (ma lo abbiamo fatto un po' tutti i giorni, senza l'affanno da guida turistica per la verita'..) e l'ultima sera Roger Sanchez ci aspetta al Catwalk per "farci balare"..
locale strapieno, bella musica e belle ragazze ma dobbiamo andar via presto, il giorno successivo ci aspetta il viaggio di ritorno (Barcellona - Firenze in 15 ore, causa traffico)
ciao Barcelona!
Il Periodo Cantabrico
confesso che, appena arrivato a Somo, sono rimasto abbastanza sconcertato: la temperatura e il paesaggio non erano propriamente quelli che ero abituato ad associare alle zone di mare che avevo sempre frequentato, inoltre sembrava un posto costruito per la vacanza familiare;
poi, complice anche il corso di surf e il tipo di vita che abbiamo iniziato a condurre, mi sono sempre piu' affezionato a questo paesino, ed alla fine credo che sia proprio il luogo ideale per chi muove i primi passi col surf da onda, atmosfera rilassata e 7 km di spiaggia a disposizione.
La Escuela Cantabra de Surf organizza corsi per tutto l'arco della giornata, e in questo periodo i corsi sono veramente affollati (forse anche troppo): Sergio, il nostro guru, parla un ottimo italiano ed e' riuscito a motivare tutti, soprattutto le ragazze ;-)
grandi anche Alberto e Nick.. un bizzarro aiutante neozelandese, in Europa per il suo viaggio dei sogni
sulla spiaggia non e' insolito incontrare ragazze che fanno surf, sole o in gruppo, cosa che almeno sul
tirreno avevo visto molto di rado: purtroppo la vita notturna offre poco o niente, visto che Sergio ci spiegava che molti locali sono stati costretti a chiudere per problemi di ordine pubblico.
Lo spot offre vari picchi su fondale sabbioso, consiglio di fare attenzione alle maree specialmente se il
mare e' piccolo, in modo da entrare in acqua con la bassa marea. In estate, dopo pranzo si attiva sempre vento termico da nord est, vento che smette di soffiare nel tardo pomeriggio, momento della giornata in cui abbiamo fatto il maggior numero di lezioni, ribattezzate poi "subliminal sessions": consigliata muta corta, ma le nostre Urruz e Minga hanno optato per la muta lunga, anche se surfando in tarda mattinata va bene anche il costume (tanto noi ci s'ha i' fisicoooo!!)
dopo 2 giorni di "bonaccia" l'oceano si e' fatto sentire e non sono mancati i "frulloni" e la fatica per
uscire, anche sfruttando i canaletti delle correnti, e alla fine possiamo accontentarci di aver preso
qualche onda, o qualche schiuma, c'è ancora tanto da imparare ;-)
in cerca di girls e movida, siamo stati a Santander: qui tutti si ritrovano in piazza Canadio, e' molto bello vedere fuori gente dai 20 ai 50 anni fino a tarda notte, cosa anch'essa inusuale dalle nostre parti: intorno alla piazza si snodano le vie del centro con tanti locali, su tutti l'Opium, lo Zen e il Circus, tutti american bar dove si balla e si beve a buon prezzo (qui i cocktail costano sui 3.50 in media!)
una sera siamo andati anche alla disco Buenas Noche Santander (BNS) che si trova alla spiaggia del Sardinero e dove si entra con 6 euro con consumazione, molto carina ma propone quasi solo musica spagnola...
occhio pero' che Santander si anima solo dal giovedi al sabato, nelle altre sere bisogna cercare delle fiestas nei paesini vicini, come Suances o Solares (quest'ultimo non ci e' piaciuto.. i locali sono tutti intorno ad un incrocio stradale e sembra di essere in uno di quei film in cui si vedono i posti di frontiera Messico - Stati Uniti...)
hasta luegoooooooo
Le donne dei gringos
in Messico ho avuto modo di osservare gli stili di vita delle ragazze americane in vacanza, eccovi un breve sunto:
spring break , e' primavera, la giovane americana vola in messico perche' in America non puo' bere e prenota una vacanza all-inclusive a Cancun, visto che assomiglia terribilmente a Miami (that's awesome!): quindi , indossa minigonna e infradito (pur avendo una caviglia da terzino) ed appena arrivata si fionda al bancone del bar, dove passera' gran parte del suo tempo, urlando nel suo stramaledetto slang; il resto del tempo sara' dedicato a strusciamenti vari in discoteca (yoyo) e .. altro
non disdegna neanche di accoppiarsi coi cosiddetti "pigmei", cioe' gli abitanti piu' brutti dello yucatan
per essere in, passeggia col bicchiere (sempre pieno) sul bagnasciuga
si mostra disinteressata a tutto il resto che la circonda, dimenticandosi anche di quello che resta della civilta' maya..
chichen-itza - el castillo




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